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Amore

Amore Luca Del Pia

«Che altro può una creatura se non amare
tra creature, amare?
Amare e dimenticare, amare e amar male,
amare, decisamente, amare?
Amare ciò che il mare trascina alla spiaggia,
ciò che interra, ciò che, nella brezza marina,
è sale, esigenza d’amore, ansia pura?
Amare l’inospitale, l’aspro,
un vaso senza fiori, un suolo di ferro, un uccello rapace.
Questo è il nostro destino: amare senza limiti.
Amare la nostra carenza d’amore»
Carlos Drummond De Andrade


Il progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in
Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca
sull’“amore” come sentimento, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano, che seleziona,
sposta, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo, che sentiamo, tutto ciò che desideriamo.
Amore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo, l’Angola, Capo Verde – e
una interna, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche
del fado, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti, spalancata a raggiungere ogni angolo
della sala; il ritmo quello ora di una parata, ora di un tableau vivant, ora di una lenta processione; l’immagine è un
quadro che muta nei colori, si scalda e si raffredda.
E c’è, poi, la parola poetica, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto, ipnotico,
salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond De Andrade, Eugenio De Andrade, Daniel Damásio
Ascensão Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Jacques Prévert, Reiner Maria Rilke e Florbela Espanca.
“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell'amore. Da una parte – e sono i testi
a prendere voce – ci mettiamo, tutti, alla ricerca di quell'amore, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo
viaggio si cerca di evitarlo, questo amore, anche se ne riconosciamo costantemente l'urgenza; io lo ricerco, ma anche
lo voglio, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche, voci, immagini – riesce poi, forse, a
portarci verso una riconciliazione, un momento di pace in cui quell'amore possa manifestarsi al di là di ogni singola
paura”.
A tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al
vuoto, il canto alla musica, la voce viva al silenzio, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele
risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza, è la distanza, è la nostalgia, una mappatura di
emozioni che scava nell’animo dell’autore, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore, chiamato a cercare sempre
con gli occhi ciò che manca e che, inesorabilmente, tarda a manifestarsi.
Amore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e
porta via e che, così facendo, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella
trama sonora sono espressione di questa terra, il Portogallo, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci
ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio
dalla paura, dalla diffidenza, dalla vergogna.
Amore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola, invocandola in
maniera laica e sognante, abbiamo forse la possibilità di darle voce e, a lungo grande assente nei discorsi pubblici,
liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale, spaventosa, terribilmente
umana.

28/10/2021 Modena Teatro Storchi
uno spettacolo di Pippo Delbono
con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Aline Frazão, Mario Intruglio, Pedro Joia, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Miguel Ramos, Pepe Robledo, Grazia Spinella

musiche originali di Pedro Jóia e di autori vari


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