Home
Calendario
Teatrografia
Films
I Libri
Contatti


Guerra, il film

Titolo Film

GUERRA

Anno

2003

Durata

61'

Origine

ITALIA

Colore

c

Genere

DOCUMENTARIO

Formato

BETA DIGITAL

Tratto da

OMONIMA PIECE TEATRALE DI PIPPO DELBONO

Produzione

DANIELA CATTANEO DIAZ PER (H) FILMS

Regia

PIPPO  DELBONO

Attori

BOBO'
GIANLUCA  BALLARE'
GIANNI "PUMA"  BRIANO
MARGHERITA  CLEMENTE
PIERO  CORSO
ARMANDO  COZZUTO
PIPPO  DELBONO
LUCIA  DELLA FERRERA
FAUSTO  FERRAIUOLO
GUSTAVO  GIACOSA
SIMONE  GOGGIANO
ELENA  GUERRINI
MARIO  INTRUGLIO
TOMASO  OLIVARI
PEPE  ROBLEDO
AKRAM  TELAWE

Fotografia

PAOLO  SANTOLINI

Montaggio

MARCO  SPOLETINI

Note

Presentato in concorso alla 60ma Mostra del Cinema di Venezia (2003) nella sezione "Nuovi Territori - Lungometraggi non fiction".

Premio David di Donatello 2004 come "Miglior documentario di lungometraggio"

Premio XXI Edizione Sulmona Cinema 2003 come "Miglior film"


La scheda del film sul sito della Biennale di Venezia
La scheda del film su sulmonacinema.it
La scheda del film su scanner.it
La scheda del film sul sito della produzione (H) Films
La scheda del film su filmup.com
La scheda del film su cinematografo.it


Lo sguardo bambino


Il film nasce dopo la tournée che ho fatto con la mia compagnia teatrale in Israele e Palestina.

Ma non è un documentario, non è il racconto di quel viaggio. A un certo punto ho capito che per ritrovare quel viaggio in un luogo di conflitto dovevo dimenticarlo, dimenticare il conflitto, dimenticare i pensieri sul conflitto, le considerazioni politiche, chi ha torto o ragione, ecc.

E così ho costruito come disegnando su una tela con le immagini che avevo, seguendo frammenti di poesia che parlano di libertà e costrizione, di vittime e di potenti, di gente senza viso, senza nome. Non c'è da parte mia un giudizio. Mi piace guardare con gli occhi di un bambino che aspetta, che non vuole capire ma viene attirato dai volti, dai sorrisi, dalle immagini forti di case distrutte, dalla paura della gente ma anche dal cielo, dalla luce. Ci sono nel mio gruppo persone come Bobò, senza voce, o Gianluca, che con i loro corpi diversi, con le loro diverse logiche mi sembrava che guardassero la guerra con innocenza, senza giudizio. Ecco, mi piaceva pensare che il film fosse un po' la guerra vista con gli occhi di queste persone, che forse proprio per la loro condizione di diversi possono liberamente essere attirati dalle cose brutte, violente, ma anche dalla vita segreta che comunque è nascosta dietro la ferita. Io non voglio capire, prendere posizione, la guerra è un luogo dell'animo umano buio, contorto, spesso è molto difficile definire i buoni e i cattivi, i giusti e gli ingiusti, spesso è più facile con l'occhio della poesia avvicinare una verità più profonda. E comunque sempre è la danza per me, la ricerca della bellezza del gesto, dei tanti gesti umani che si susseguono e che così mi raccontano qualcosa di più segreto, un racconto di potenza e fragilità, distruzione e costruzione, violenza e vita comunque possibile, guerra e pace; qualcosa di illogico, di incomprensibile, ma spesso forse più vero.

Come nel teatro ho cercato anche qui qualcosa che non mi staccasse dalla verità, dalla lucidità, una narrazione che non percorresse i sentieri della finzione ma quelli di un racconto poetico.

Pippo Delbono

Home
Calendario
Teatrografia
Films
I Libri
Contatti