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Vangelo visto da Giulio Baffi

Venerdì 03 Novembre 2017 15:16

Repubblica.it

"Vangelo" di Pippo Delbono al Bellini fino a domenica 5 novembre

alt"Vangelo" di GIULIO BAFFI
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03 novembre 2017
Pippo Delbono porta al Teatro Bellini il suo spettacolo, nuovo percorso di “compassione” che ha dedicato questa volta a chi, da qualche parte del mondo, aspetta un gesto d’amore.

È “Vangelo, opera contemporanea”, glie lo chiese sua madre, anzi lo pretese con la sua ferrea fede in dio certo ma anche nel suo figlio amatissimo, buddista e diverso da tanti. Lui, Delbono, con la sua asimmetrica passione è dolcissima presenza del nostro teatro ed i suoi spettacoli sono inquietanti percorsi della sua ostinata fantasia e frutto del suo occhio attento ed errabondo. Così questo “Vangelo” offriva al pubblico che affollava alla “prima” il teatro, il visionario percorso tra gente del mondo. Uomini e donne definiremmo sconfitti, e che l’occhio attento di Delbono vede come in attesa di una vittoria a venire, quella appunto annunciata dal Vangelo, apocrifo questa volta, ma confortato da scritture, parole, gesti, filmati, occhi sgranati e stupiti, sorrisi di chi ha vergogna a sorridere, gente in cerca di quell’amore di cui la fede materna sentiva l’esigenza, vivendo invece in quello che sembra piuttosto un inferno.

Delbono costruisce grandi affreschi del suo tempo e li offre al palcoscenico insieme ai suoi tanti attori, Bobò, Gianluca Ballarè, Pepe Robledo, Iolanda Albertin, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Grazia Spinella, Nina Violi?, Safi Zakria, Mirta Ze?evi?, compagni che lo assecondano condividendo una idea di teatro che ancora continua, fortunatamente, a sorprendere e a dividere.

Al Bellini ai suoi attori si sono aggiunti i maestri che compongono l’Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo diretti da Gabriele Di Iorio, a loro sono state affidate le musiche composte da Enzo Avitabile, e ancora una volta questo nostro artista grande e schivo ha costruito con Pippo Delbono sintonie che attraversano le storie, le parole, gli sguardi lasciando al pubblico come una ferita, un rimorso, una speranza. Superfluo dire della “bellezza crudele” delle visioni messe insieme per questa partitura di teatro, ricordando anche che immagini ed filmati sono stati realizzati con la partecipazione dei rifugiati del centro di accoglienza PIAM di Asti, che le scene sono firmate da Claude Santerre, che il disegno luci è di Fabio Sajiz ed i costumi sono di Antonella Cannarozzi. La produzione dello spettacolo è di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Hrvatsko Narodno Kazalište-Zagabria in co-produzione con Théâtre Vidy Lausanne, Maison de la Culture d'Amiens - Centre de Création et de Production, Théâtre de Liège, informazione importante perché ci dice quanto è stato ampio e articolato il percorso di Delbono per costruire il suo spettacolo. In replica ancora fino a domenica.

Sabato pomeriggio, alle ore 18, allo spazio libreria Laterzagorà, nel Teatro Bellini, Pippo Delbono e Gianni Manzella presenteranno il libro “La possibilità della gioia”, frutto di un dialogo artistico che dura tra più di vent’anni.
 
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